mercoledì 14 novembre 2012

Screening mammografico: più rischi o benefici?

La questione resta aperta ma un recente studio ha indicato una prevalenza dei benefici legati alla sopravvivenza rispetto al rischio di misdiagnosi.

pro e contro screening tumore seno

Lo screening per il tumore mammario genera più benefici o i rischi per le pazienti? La risposta non è semplice e il tema è fonte di continuo dibattito e confronto nella comunità medica. La discussione infatti ruota attorno al bilancio tra i benefici, riassumibili in termine di ridotta mortalità, e i potenziali rischi legati a falsi positivi, cioè quelle diagnosi di tumore che emergono durante lo screening ma che non avrebbero avuto alcuna manifestazione clinica.

Nuove indicazioni a proposito giungono da un gruppo indipendente di ricercatori facenti capo all’UK Panel on Breast Cancer Screening, i quali hanno riassunto i risultati di numerosi studi fornendo così una valutazione più profonda e aggiornata del problema. I dati da loro analizzati si riferiscono a studi randomizzati e osservazionali condotti nel Regno Unito, dove le donne di età compresa tra 50 e 70 anni sono invitate a sottoporsi ad uno screening ogni tre anni.

Dagli 11 studi randomizzati è emerso che le donne sottoposte a screening presentavano un rischio di mortalità per il tumore del 20% inferiore rispetto alle donne non esaminate. A detta dei ricercatori, questo margine di sopravvivenza sarebbe decisamente significativo, nonostante la produzione datata della maggior parte degli studi considerati. L’analisi di studi osservazionali più recenti indicava un beneficio addirittura maggiore legato allo screening.

Le stime più accurate relative ai casi di diagnosi errate sono derivate da tre studi osservazionali. In questi la stima dei casi falsi positivi oscillava dall’11% al 19%. Secondo i ricercatori, il rischio di misdiagnosi sarebbe dunque tangibile, anche se le stime non raggiungevano un valore di affidabilità elevato.

Il panel di esperti ha potuto quindi rimarcare che i benefici dello screening sono indubbi, anche se è possibile assistere a casi di falsi positivi. Si può calcolare tra le donne di età compresa tra 50 e 52 anni che si sottopongono allo screening l’1% di queste potrebbe, infatti, ricevere una diagnosi di tumore errata durante 20 anni di follow-up.

I ricercatori hanno comunque avvertito che queste conclusioni rappresentano solo una guida approssimativa, poiché si basano su studi che presentano limitazioni metodologiche non minime. Tuttavia, è necessario fornire questi avvertimenti al pubblico femminile, il quale generalmente recepisce positivamente l’invito allo screening.

Source:Independent UK Panel on Breast Cancer Screening.The benefits and harms of breast cancer screening: an independent review. The Lancet