martedì 12 febbraio 2013

Terapia farmacologica del tumore: stato dell'arte e nuove frontiere

Grazie al continuo sviluppo di nuove opzioni farmacologiche crescono così esponenzialmente anche le possibilità combinatorie che garantiscono soluzioni terapeutiche sempre più personalizzate e mirate.

biologici tumore seno

Fino a due decenni fa l’unica soluzione farmacologica per il trattamento del tumore al seno era la chemioterapia citotossica. Da allora le soluzioni terapeutiche si sono sempre più evolute verso approcci mirati.

Attualmente i medici sono in possesso di un armamentario farmacologico che permette di colpire in modo selettivo la malattia, dove la scelta degli agenti dipende stato recettoriale della malattia, cioè dall’espressione da parte delle cellule tumorali dei recettori per gli ormoni estrogeni, progesterone e il fattore di crescita umano (HER2).

Lo sviluppo di nuove soluzioni farmacologiche non si è tuttavia arrestato. Diversi composti diretti a bloccare le cascate di segnalazione a valle del recettore HER2 sono in fase di sperimentazione. Di questi è stato recentemente approvato l’uso di un anticorpo monoclonale umanizzato, pertuzumab, capace di legare selettivamente un dominio della proteina HER2 diverso da quello riconosciuto dal farmaco trastuzumab. Così anche la molecola lapatinib, capace di inibire l’enzima tirosina chinasi, è di recente approvazione.

Per quanto riguarda le forme di tumore triplo negative, e in particolare quelle caratterizzate dalla mutazione BRCA, le soluzioni terapeutiche sono decisamente ridotte  rispetto ai tumori positivi per i recettori degli estrogeni. Tuttavia, studi clinici hanno dimostrato l’efficacia di alcuni inibitori della molecola PARP nell’esercitare effetti anti-tumorali nelle pazienti con questi tumori.

Altri agenti si stanno rivelando promettenti soluzioni terapeutiche impiegabili nel trattamento farmacologico del tumore al seno. Studi clinici di fase II e III hanno infatti stabilito l’efficacia di alcuni composti capaci di inibire selettivamente altri bersagli come la molecola mTOR, PI3K, il fattore di crescita simile all’insulina, la proteina heat shock 90 e l’enzima istone deacetilasi.

Grazie al continuo sviluppo di nuove opzioni farmacologiche crescono così esponenzialmente anche le possibilità combinatorie che garantiscono soluzioni terapeutiche sempre più personalizzate e mirate.

Source:Tinoco G, Warsch S, Glück S et al. Treating breast cancer in the 21st century: emerging biological therapies. J Cancer. 2013