Diagnosi precoce

L'autopalpazione, la mammografia, l'ecografia


In Italia, più pap test che mammografie

La prevenzione del tumore al seno in realtà è da tradurre in diagnosi precoce.

L'autopalpazione è il metodo più semplice e alla portata di tutti.

È poi fondamentale dedicare un po’ di tempo agli esami di controllo: la mammografia, da effettuarsi una volta l’anno, è l’esame più importante per le donne oltre i 50 anni. Dai 30 ai 50 anni sembra essere più efficace, invece, l’ecografia.


La prevenzione del tumore del seno deve cominciare a partire dai 20 anni con l’autopalpazione eseguita con regolarità ogni mese.

E’ indispensabile, poi, proseguire con controlli annuali del seno eseguiti dal ginecologo o da uno specialista senologo affiancati alla mammografia annuale dopo i 50 anni o all’ecografia, ma solo in caso di necessità, in donne giovani.

Ulteriori informazioni sul sito dell'AIRC:

Visita senologica

Esami strumentali

Autopalpazione

Stili di vita

Ormoni

Test genetici

Malgrado l’importanza dello screening mammografico in Italia si registra la “situazione paradossale” per cui si fanno meno mammografie che Pap test.

A livello nazionale si stima infatti che poco meno di una donna su cinque (18 per cento) abbia eseguito il test di screening mammografico come prevenzione individuale (si va dall’8,5 per cento dell’Umbria al 41,1 per cento della Liguria), rispetto a circa una donna su tre dello screening cervicale (37 per cento)”.

Il detection rate dei carcinomi invasivi inferiori o uguali al centimetro si attesta intorno all’1,18 per 1000 esami alla prima chiamata e all’1,28 nel caso di test ripetuto; la proporzione delle lesioni in situ è pari al 13,3 al primo esame e al 14,7 al secondo test.

Questi dati risultano nettamente inferiori rispetto al Nord dove il detection rate delle lesioni invasive è salito al 5,4 per 1000 esami, anche se purtroppo rimane ancora alto il tasso di richiami”.

Attualmente i programmi di screening diagnosticano in forma anticipata circa 6.000 casi di tumore all’anno, che corrispondono al 35 per cento circa dei tumori della mammella che si manifestano in un anno fra i 50 e 69 anni, ovverosia la popolazione complessiva ideale target dello screening.

Il numero potenziale di nuove neoplasie diagnosticate in forma anticipata, se venissero ampliate in tutta Italia le fasce di screening, potrebbe essere di circa 1.100 tumori nella fascia d’età compresa tra i 45 ei 49 anni e di circa 1.700 tumori nella fascia tra i 70 ei 74 anni.

(fonte: http://www.sanitaincifre.it/)