IORT: innovazione multidisciplinare nella terapia dei tumori

Un minuto di irradiazione intraoperatoria con elettroni può evitare i cicli della radioterapia esterna


La terapia radiante è fondamentale nel trattamento del cancro. Usata da sola o in associazione con l'asportazione chirurgica e la chemioterapia, basa il suo meccanismo d'azione sul danneggiamento del DNA delle cellule sensibili. Le cellule neoplastiche ne risentono in misura maggiore in quanto più attive nella proliferazione rispetto le cellule sane.

La selettività del trattamento viene fornita sia attraverso la localizzazione dell'area irradiata, sia attraverso la somministrazione di dosi di radiazioni sopportabili da parte dei tessuti sani, ma ripetute nel tempo.

La radioterapia esterna viene fatta a cicli di 5 settimane, con una seduta al giorno (irradiazione nel bunker).

La radioterapia intraoperatoria è invece somministrata con fasci di elettroni prodotti da un acceleratore lineare mobile collocabile direttamente in una normale sala operatoria, ed avviene contestualmente all'intervento, prolungando di soli 14 minuti la procedura chirurgica (solo 1 minuto per l'irradiazione).

La dimostrazione lampante da parte di parecchi studi circa l'efficacia pari alla radioterapia esterna, anche a lungo termine sulle recidive, fa si che il paziente eviti i cicli di trattamento post-operatorio, le attese, i viaggi e tutto ciò che ne è correlato. La radioterapia intraoperatoria permette la somministrazione di una dose di radiazioni molto alta, se associata alla successiva radioterapia esterna. In questo modo è possibile ridurre al minimo gli effetti collaterali e preservare i tessuti sani. I protocolli di trattamento ad oggi approvati dalla comunità scientifica riguardano i tumori della mammella, i tumori del retto localmente avanzati, le recidive pelviche, i tumori del pancreas, i tumori dello stomaco, i sarcomi dei tessuti molli.

In Italia tale metodica viene abitualmente utilizzata in molti centri per la cura dei tumori.

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